Cap. 4.2 - Le ipotesi della ricerca
Profilo autore: Defkon1
Ingegnere informatico da anni impegnato nella comunità opensource.
Al momento è Webmaster del portale XoopsItalia.
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Uno dei fattori di fondamentale importanza per la riuscita di un progetto Free Software/Open Source è il raggiungimento di una massa critica di partecipanti. Allo stesso tempo, l’accrescimento del numero dei programmatori all’interno di una comunità rende più complesso il coordinamento, l’integrazione e la compatibilità dei vari contributi. Una delle risposte attuate dalle comunità, come sottolineato, è il ricorso ad una divisione del lavoro in base a moduli di sviluppo, la quale alle volte non è sufficiente a garantire la stabilità della linea di produzione. Spesso la strategia adottata in questi casi è il ricorso a strutture organizzative gerarchiche, che si traduce in un accentramento del potere decisionale e in una riduzione dei margini di autonomia dei partecipanti(1). Questo elemento, in sostanza, si contrappone fortemente alle classiche teorie che descrivono le comunità Free Software/Open Source come una “anarchia organizzata”(2). In base all’esplorazione della letteratura, affrontata nei capitoli precedenti, è stato possibile sviluppare alcune ipotesi e sotto-ipotesi per la ricerca sul campo.
Esse sono sostanzialmente due:
1.Una comunità F/OS che nasce attorno ad un progetto proprietario e quindi ad una organizzazione formale ha una struttura differente rispetto alle altre, dove ruoli e mansioni risultano maggiormente definite.
In particolare si ipotizza che:
a.all’interno delle due tipologie di comunità prese in analisi siano comunque presenti alcune gerarchie, al contrario di quanto teorizzato e affermato da Eric Raymond nel suo famoso saggio “La cattedrale e il Bazar”(3);
b.la gerarchia tende ad essere più forte quando la comunità assume dimensioni rilevanti;
c.il grado di definizione dei ruoli e delle mansioni, e quindi la divisione del lavoro, aumenta proporzionalmente al crescere della complessità del progetto e del numero dei membri attivi (freeriders esclusi).
2.Le differenti motivazioni alla cooperazione e alla partecipazione a un progetto F/OS possono costituire contemporaneamente un fattore stabilizzante e destabilizzante per l’assetto organizzativo.
In particolare si ipotizza che:
a.quando le motivazioni personali sono prevalentemente di natura etica è molto più probabile che esse possano costituire una criticità;
b.quando le motivazioni individuali sono legate alla dimensione tecnica ed economica, e quindi più attinenti alla sfera della “pratica”, possono rappresentare invece un fattore di stabilità.
(1) Cfr. Bezroukov N., “Open Source Software Development as a Special Type of Academic Research (Critique of Vulgar Raymondism)”, First Monday, 1999; Bonaccorsi A., Rossi C., Op cit; Garcia J. M., Steinmueller W. E., “The Open Source Way of Working: A new Paradigm for the Division of Labour in Software Development?”, Open Source Research Woiking Paper, SPRU, University of Sussex, 2003.
(2) Berra M., Meo A. R., Libertà di software, hardware e conoscenza, Bollati Boringhieri, Torino, 2006.
(3) Raymond E., La cattedrale e il bazar, Apogeo, Milano, 2001.
Esse sono sostanzialmente due:
1.Una comunità F/OS che nasce attorno ad un progetto proprietario e quindi ad una organizzazione formale ha una struttura differente rispetto alle altre, dove ruoli e mansioni risultano maggiormente definite.
In particolare si ipotizza che:
a.all’interno delle due tipologie di comunità prese in analisi siano comunque presenti alcune gerarchie, al contrario di quanto teorizzato e affermato da Eric Raymond nel suo famoso saggio “La cattedrale e il Bazar”(3);
b.la gerarchia tende ad essere più forte quando la comunità assume dimensioni rilevanti;
c.il grado di definizione dei ruoli e delle mansioni, e quindi la divisione del lavoro, aumenta proporzionalmente al crescere della complessità del progetto e del numero dei membri attivi (freeriders esclusi).
2.Le differenti motivazioni alla cooperazione e alla partecipazione a un progetto F/OS possono costituire contemporaneamente un fattore stabilizzante e destabilizzante per l’assetto organizzativo.
In particolare si ipotizza che:
a.quando le motivazioni personali sono prevalentemente di natura etica è molto più probabile che esse possano costituire una criticità;
b.quando le motivazioni individuali sono legate alla dimensione tecnica ed economica, e quindi più attinenti alla sfera della “pratica”, possono rappresentare invece un fattore di stabilità.
(1) Cfr. Bezroukov N., “Open Source Software Development as a Special Type of Academic Research (Critique of Vulgar Raymondism)”, First Monday, 1999; Bonaccorsi A., Rossi C., Op cit; Garcia J. M., Steinmueller W. E., “The Open Source Way of Working: A new Paradigm for the Division of Labour in Software Development?”, Open Source Research Woiking Paper, SPRU, University of Sussex, 2003.
(2) Berra M., Meo A. R., Libertà di software, hardware e conoscenza, Bollati Boringhieri, Torino, 2006.
(3) Raymond E., La cattedrale e il bazar, Apogeo, Milano, 2001.
Sottotitoli
- Per la seconda volta in due anni XoopsItalia varca le soglie accademiche
- Cap. 4.1 - Introduzione
- Cap. 4.2 - Le ipotesi della ricerca
- Cap. 4.3 - Il campo di indagine
- Cap. 4.5 - Breve storia del progetto Xoops
- Cap. 4.6.1 Lo strumento di rilevazione: il questionario semi-strutturato
- Cap. 4.7 - Conclusioni

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