Cap. 4.1 - Introduzione
Profilo Autore: Defkon1
Ingegnere informatico da anni impegnato nella comunità opensource.
Al momento è Webmaster del portale XoopsItalia.
Al momento è Webmaster del portale XoopsItalia.
LA RICERCA SUL CAMPO: LA COMUNITA’ DI OPENOFFICE.ORG E DI XOOPS
All’interno delle comunità Free Software/Open Source, come sottolineato nei capitoli precedenti, è presente una moltitudine di soggetti eterogenei tra loro per ruoli, competenze e motivazioni. I livelli di partecipazione alle pratiche di sviluppo sono differenti e ciascuna di esse è in genere associata ad una particolare mansione e a un determinato grado di interazione.
Allo stesso tempo, sono individuabili le caratteristiche di funzionamento che riguardano sia l’organizzazione che il processo di sviluppo(1): da un lato, la libera partecipazione e il decentramento del potere decisionale; dall’altro, la velocità e il parallelismo della linea di produzione. Questi fattori non sono tuttavia sufficienti per inquadrare in modo preciso la struttura organizzativa.
L’interpretazione delle comunità come sistemi complessi adattativi(2) fornisce una chiave di lettura capace giustificare le diverse configurazioni che le stesse attuano in contesti tecnologici ed economici differenti. In particolare, quando il riferimento è rivolto alle strategie adottate in caso di variazioni (forking), dovute all’elevata interazione tra i partecipanti e al sorgere di conflitti interni, tale teoria rende possibile la comprensione delle differenti risoluzione utilizzate. Questo aspetto flessibile e mutevole fa della comunità un vero e proprio middle ground organizzativo, capace di conferirle un grado di innovazione non indifferente.
Da questa premessa prende forma il seguente capitolo dedicato a descrivere la ricerca sul campo che è stata condotta mettendo a confronto due realtà comunitarie italiane che differiscono per origine, evoluzione e prodotti: OpenOffice.org e Xoops.
La prima nasce da un contesto imprenditoriale e di conseguenza da una struttura organizzativa formale ben definita; mentre la seconda da un ambiente dai confini più labili e meno precisi che, per questi motivi, verrà classificato come “libero”.
La tesi che si intende sostenere - e che la fase di discesa sul campo convaliderà o confuterà - è che le comunità Free Software/Open Source che si formano attorno a progetti già avviati da aziende hanno una base organizzativa più stabile e sono meno soggette ai fenomeni di variazione eccessiva (forking), rispetto a quelle che nascono in ambiti diversi. Di conseguenza una struttura comunitaria che scaturisce da un contesto già avviato possiede una maggiore capacità di coordinamento, di risoluzione dei conflitti ed ha molte più probabilità di sopravivenza rispetto alle altre. Il forking di comunità, infatti, costituisce una delle criticità più evidenti all’interno del mondo del software non proprietario, poiché rende vulnerabile la buona riuscita di un progetto e rappresenta una delle maggiori fonti di mortalità e di insuccesso all’interno del mondo Free Software/Open Source.
È importante ricordare che questo fenomeno viene considerato come negativo solo nel momento in cui causa una perdita dei contributi e delle risorse umane senza dar vita a varianti significative dei prodotti.
(1) Bonaccorsi A., Rossi C., “L’economia degli standard e la diffusione delle tecnologie. L’Open Source non è un assurdo economico”,Working Paper, Scuola Superiore di Sant’Anna, Pisa, 2002.
(2) Axelrod R., Cohen M., Harnessing Complexity, Free Press, NY, 1999.
All’interno delle comunità Free Software/Open Source, come sottolineato nei capitoli precedenti, è presente una moltitudine di soggetti eterogenei tra loro per ruoli, competenze e motivazioni. I livelli di partecipazione alle pratiche di sviluppo sono differenti e ciascuna di esse è in genere associata ad una particolare mansione e a un determinato grado di interazione.
Allo stesso tempo, sono individuabili le caratteristiche di funzionamento che riguardano sia l’organizzazione che il processo di sviluppo(1): da un lato, la libera partecipazione e il decentramento del potere decisionale; dall’altro, la velocità e il parallelismo della linea di produzione. Questi fattori non sono tuttavia sufficienti per inquadrare in modo preciso la struttura organizzativa.
L’interpretazione delle comunità come sistemi complessi adattativi(2) fornisce una chiave di lettura capace giustificare le diverse configurazioni che le stesse attuano in contesti tecnologici ed economici differenti. In particolare, quando il riferimento è rivolto alle strategie adottate in caso di variazioni (forking), dovute all’elevata interazione tra i partecipanti e al sorgere di conflitti interni, tale teoria rende possibile la comprensione delle differenti risoluzione utilizzate. Questo aspetto flessibile e mutevole fa della comunità un vero e proprio middle ground organizzativo, capace di conferirle un grado di innovazione non indifferente.
Da questa premessa prende forma il seguente capitolo dedicato a descrivere la ricerca sul campo che è stata condotta mettendo a confronto due realtà comunitarie italiane che differiscono per origine, evoluzione e prodotti: OpenOffice.org e Xoops.
La prima nasce da un contesto imprenditoriale e di conseguenza da una struttura organizzativa formale ben definita; mentre la seconda da un ambiente dai confini più labili e meno precisi che, per questi motivi, verrà classificato come “libero”.
La tesi che si intende sostenere - e che la fase di discesa sul campo convaliderà o confuterà - è che le comunità Free Software/Open Source che si formano attorno a progetti già avviati da aziende hanno una base organizzativa più stabile e sono meno soggette ai fenomeni di variazione eccessiva (forking), rispetto a quelle che nascono in ambiti diversi. Di conseguenza una struttura comunitaria che scaturisce da un contesto già avviato possiede una maggiore capacità di coordinamento, di risoluzione dei conflitti ed ha molte più probabilità di sopravivenza rispetto alle altre. Il forking di comunità, infatti, costituisce una delle criticità più evidenti all’interno del mondo del software non proprietario, poiché rende vulnerabile la buona riuscita di un progetto e rappresenta una delle maggiori fonti di mortalità e di insuccesso all’interno del mondo Free Software/Open Source.
È importante ricordare che questo fenomeno viene considerato come negativo solo nel momento in cui causa una perdita dei contributi e delle risorse umane senza dar vita a varianti significative dei prodotti.
(1) Bonaccorsi A., Rossi C., “L’economia degli standard e la diffusione delle tecnologie. L’Open Source non è un assurdo economico”,Working Paper, Scuola Superiore di Sant’Anna, Pisa, 2002.
(2) Axelrod R., Cohen M., Harnessing Complexity, Free Press, NY, 1999.
Sottotitoli
- Per la seconda volta in due anni XoopsItalia varca le soglie accademiche
- Cap. 4.1 - Introduzione
- Cap. 4.2 - Le ipotesi della ricerca
- Cap. 4.3 - Il campo di indagine
- Cap. 4.5 - Breve storia del progetto Xoops
- Cap. 4.6.1 Lo strumento di rilevazione: il questionario semi-strutturato
- Cap. 4.7 - Conclusioni
Pagine:

